La canzone di Achille e la delusione del Papa
- Mirko Trevisan

- 28 set 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 15 feb 2021
"Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli di sangue, la morte [...] Seguite invece due amici, poi amanti ed infine compagni di armi - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna [...]".
Questo è un piccolo stralcio della copertina posteriore del libro "La canzone di Achille" di Madeline Miller.
Un bel libro, stilisticamente parlando non ho nulla da dire: scritto in modo semplice, comprensibile da tutti, tanto da essere amato da molte persone.
Achille e Patroclo sono due amanti e tutta la storia viene raccontata dal punto di vista di Patroclo:
"Mi sposto verso di lui, un movimento infinitesimale. E' come saltare giù da una cascata. Non ho idea fino all'ultimo istante di cosa sto per fare. Mi sporgo in avanti e le nostre bocche atterrano goffamente l'una sull'altra [...]" (pag. 70)
Questo è il primo passo che fa Patroclo verso Achille, intensificando il loro rapporto.
Ed è per questo motivo che ho scelto come prima lama l'Asso di Coppe, il quale indica l'inizio di qualcosa di nuovo, non solo di una relazione, ma anche di una nuova impresa, come la Guerra di Troia.

Poi ho scelto gli Amanti, perché questa carta rappresenta l'amore, ma non solo in senso di relazione amorosa, ma anche di impegno, di credere in un progetto. Ed è grazie a questo amore ed impegno che Patroclo diventa una figura chiave, almeno in questo romanzo, per ridare ad Achille la forza per concludere la guerra.
L'Imperatrice rappresenta l'autorità ed in questo romanzo viene raffigurata dalla madre di Achille, la Dea Teti, la quale sembra l'unica vera antagonista. Questo perché fin da subito è contraria al rapporto che c'è tra Patroclo ed Achille, perché pensa che Patroclo sia un ostacolo per far sì che suo figlio diventi veramente una divinità.
Per finire, ho scelto il Papa, perché? Questa lama rappresenta un po' la delusione.
Ecco, quando ho finito il romanzo mi sono chiesto una cosa, ovvero se fosse davvero necessario rivisitare questo amore e renderlo fruibile a tutti. Ce n'era davvero bisogno? Voglio dire, a me è sembrato di leggere un libro mitologico, in cui sono presenti gli stessi protagonisti dell'Iliade, ma niente di così eccezionale.
La Miller ha uno stile scorrevole, coinvolgente, ma non capisco perché rendere così troppo semplice l'amore tra Patroclo e Achille.
Per chi volesse leggere un romanzo e capire com'è l'amore tra due persone dello stesso sesso, credo che questo non sia quello giusto.
Ecco. Nonostante il suo successo, io credo che tutto questo sia un po' esagerato: mi aspettavo qualcosa di più e non una lettura leggera, giusto per passare il tempo.
Un romanzo scritto bene, non deve essere per forza un bel romanzo e questo ne è la dimostrazione.



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