top of page

Hunger Games: Ballata del Re di Spade.

  • Immagine del redattore: Mirko Trevisan
    Mirko Trevisan
  • 26 ott 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 15 feb 2021

*ATTENZIONE SPOILER*


Di affamato ci sono solo le aspettative che questo libro non ha soddisfatto.

Il romanzo è ambientato durante la Decima edizione dei Giochi e la storia è raccontata dal punto di vista di un giovane Snow. Ma è davvero così?

Vi ricordate com'era scritto Hunger Games? Era in prima persona e Katniss era la voce narrante. Credo che Suzanne Collins avrebbe dovuto mantenere questa scelta, perché in effetti non sono stato coinvolto da questa narrazione, che ho trovato, soprattutto nella terza parte, molto noiosa.


ree

Sembra che l'autrice abbia cavalcato l'onda del successo e scrivendolo in terza persona abbia dovuto mantenere il livello dei film, ma non dei primi tre libri, o sbaglio?

Ma passiamo a Snow. Un ragazzo di quanti anni, diciotto?

Nella prima trilogia, il mentore è una persona che ha già affrontato gli Hunger Games e dunque in grado di dare dei consigli, ma Snow? Che fino a quel momento ha visto gli Hunger Games solo in televisione, come può essere un mentore? Mentore, appunto, è colui che è saggio, ci si può fidare... No, non era questo il modo per introdurlo e di soluzioni ce n'erano.

Speravo che questa storia potesse raccontarmi di uno Snow diverso. Com'è diventato autoritario e intelligente come il Re di Spade? Non si capisce molto bene. Nella prima trilogia è un personaggio ben riuscito, ma qui viene completamente demolito. Forse nemmeno la Collins è riuscita ad immedesimarsi in lui a questo punto, facendo crollare completamente l'antagonista. Mi aspettavo che avesse sofferto di più... e invece non si capisce.

Per non parlare di Lucy Gray Baird, che ha un bellissimo nome (ovviamente sono ironico - senza offesa per Wordsworth).

La ragazza del Distretto Dodici che non ha nessuna possibilità di vincere gli Hunger Games è una storia che non ho mai letto. Tra l'altro, l'autrice usa degli stratagemmi abbastanza ridicoli per far vincere il distretto dodici e quindi Lucy e Snow.

E poi siamo tornati nel cliché dell'amore di una ragazza che rovina la vita ad un povero ragazzo che ha perso tutto, facendolo diventare cattivo. Lucy Gray ha davvero manipolato Snow? E' diventato davvero il Presidente che tutti odiano perché si è sentito tradito? Che poi cosa vuol dire:

"Se mai si fosse sposato, avrebbe scelto una donna incapace di condizionare il suo cuore" (pag. 476)

E' davvero tutto questo Snow? Secondo me no.


Lucy Gray canta.

Ah.

Perché rendere ancora più commerciale il tutto, dopo il successo della canzone The Hanging Tree?

Ok prendere spunto da delle canzoni popolari, ma davvero rendere tutto così poco interessante?

Per concludere, perché potrei andare avanti per molto, io alla fine, non ho capito una cosa. Per tutto il romanzo sembra che Snow sia sfavorevole agli Hunger Games, in fondo il sistema gli ha portato via la casa, l'amicizia e l'amore, o sbaglio? Per poi essere mantenuto dai Plinth, genitori di Seianus, il traditore? Davvero? Mi prendi in giro, Collins? Mi stai dicendo che siccome hanno perso il figlio, lo rimpiazzano con Snow?

Penso che sia una cosa senza senso.

Forse di questo prequel non ne avevamo davvero bisogno, o meglio, non in questo modo.

Si è capito, dunque, che questo romanzo non mi è piaciuto?

Ci sono degli aspetti positivi, però, come ad esempio la Collins ha mantenuto segreto fino alla fine il modo in cui sono nati gli Hunger Games.

Mi è piaciuto anche il personaggio della Dottoressa Gaul, tralasciando, però, tutto ciò che riguarda la questione filosofica dei giochi.

Infine, un altro aspetto positivo è il motto degli Snow, ben riuscito: "Gli Snow si posano in cima", ma non questa volta.




Commenti


©2020 di likedrev. Creato con Wix.com

bottom of page