E così sia.
- Mirko Trevisan

- 9 set
- Tempo di lettura: 2 min
Quante volte ho provato a cambiare? Ormai solo l'universo lo sa. Ma oggi sento che, finalmente, sono stato ascoltato.
E tutto è cominciato dalla fine. Da quando ho terminato Uomini silenziosi ne sono successe di cose, e non poche. Mettere la parola “fine” a quel romanzo è stato come chiudere un ciclo durato cinque anni.
Mi ricordo ancora quando è iniziato: la partenza per il Friuli, il dolore, i nuovi inizi, i traslochi, le case cambiate. Alla continua ricerca di un posto. Del mio posto.
Era come se ci fosse sempre stato un filo invisibile che mi conduceva fin qui, al momento in cui ho avuto il coraggio di mettere un punto non solo al mio romanzo, ma anche a un lavoro che non sentivo più mio.

Ho sofferto, tanto.
Ma ho capito cosa significa attraversare il dolore per poi arrivare a gustarsi la meta.
Non so ancora dove sto andando, o forse lo immagino soltanto. Il futuro mi ha sempre spaventato, ma adesso sento di poter affrontare i cambiamenti che l’universo mi ha regalato.
Dopo tante paure, lacrime, gin tonic, distrazioni e piccole gioie che — alla fine — erano parte del disegno. Perché senza la mia vita, così com’è stata, Uomini silenziosi non sarebbe mai nato.
Ho imparato che avevo bisogno di togliere. Togliere impegni, togliere sovrastrutture, persino togliere parti di me che non mi appartenevano più.
E in quel vuoto ho capito che non era l’universo a opporsi al cambiamento: ero io.
La paura del giudizio mi teneva in gabbia. Il rischio mi paralizzava. Ma dentro di me c’era già la chiave, come una carta “esci gratis di prigione” rimasta nascosta in piena vista.
L’ho trovata solo guardandomi dentro. Ed è stato lì che ho capito: la liberazione non arriva gratis. Si paga con il sangue, con la mente, con il corpo. Con la propria rivoluzione.
Adesso posso dirlo: sono pronto ad accogliere il cambiamento, qualunque forma prenderà. Ho capito che valgo, e che non potevo più continuare a recitare un copione che mi stava troppo stretto.
Quindi, dopo tanto, mi concedo il lusso di pronunciare queste parole:
“E così sia.”
✨ E tu? Hai mai sentito che per cambiare dovevi prima togliere?



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