Stazione Centrale, ore 20.50
- Mirko Trevisan

- 21 set 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 15 feb 2021
Avevo deciso di prendere quel treno, perché avrei avuto la possibilità di iniziare subito il cammino.
Trenta chilometri, poi altri trenta e i giorni successivi sarebbero diminuiti fino a quindici chilometri.
Al giorno.
Ma sei sicuro?
Certo. Una passeggiata, insomma.
Arrivo al binario dieci, mi accendo una sigaretta.
Ispiro.
E ripenso ancora: trenta chilometri. Da solo. E quindi?
Niente, sono sempre trenta chilometri.

Salgo sul treno e mi ritrovo in un Nottetempo, la mia cuccetta ad uso singolo, non per Hogwarts, ma per Lecce.
Partiamo, leggermente in ritardo, ma partiamo.
Ovviamente non dormo nulla quella notte: il rumore dei binari, dei freni del treno, ma la cosa più fastidiosa era l'intermittente sbattere della porta che non si chiudeva bene.
Meno male che avevo Lucifer a farmi compagnia, ma guardavo continuamente l'ora.
Nemmeno il mio Amazfit rileva il mio sonno.
Lecce.
Scendo dal treno, mi accendo una sigaretta e mi guardo attorno: le poche persone che hanno deciso di prendere quello stesso treno svaniscono in pochi attimi.
Rimango solo, di nuovo.
Non perdo altro tempo, zaino in spalla e comincio a camminare.
Attraverso il centro storico e vedo il primo cartello: "Via Francigena". Seguo le indicazioni, delle frecce gialle. Loro non lo sanno ancora, ma ben presto diventeranno le mie migliori amiche.
Cammino.
Passo dopo passo.
Esisto.
Sole.
Respiro.
Le case mi abbandonano lentamente e improvvisamente gli ulivi cominciano a farmi compagnia.
Cinque chilometri.
Troppi ulivi.
Sei chilometri.
Poche case.
Sette chilometri.
Assenza di case.
Otto chilometri.
Assenza di persone.
Nove chilometri.
Sono solo.
Panico.
Mi fermo.
Ma chi cavolo me l'ha fatto fare?
Mi riposo.
Che idee di merda che mi vengono.
Polase.
Respiro.
Ajai Alai Abhai Abai (Invincibile, Indistruttibile, Senza paura, Immutabile)
Continuo a recitare il mantra e mi calmo. Divento pienamente consapevole di quello che sto vivendo: l'unica possibilità che ho è quella di camminare.
Continuo e mi concentro sui miei passi.
Passo dopo passo.
Abhu Aju Anaas Akaas (Informe, Mai nato, Immortale, Eterico)

Continuo il mio cammino e finalmente arrivo alla mia prima tappa: Acaya, anche se su Google maps c'è scritto Acaja. E' un piccolo esempio di città medievale fortificata.
Mangio un rustico al volo e godo dell'ombra e del riposo.
Mi riprendo e mi congratulo con me stesso.
Ce l'ho fatta.
Non ho bisogno di nient'altro, se non di credere in me stesso.


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