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"Credere in me stesso"

  • Immagine del redattore: Mirko Trevisan
    Mirko Trevisan
  • 5 ott 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 15 feb 2021

Questa frase sta echeggiando nelle frequenze delle persone che incontro e per un momento è successo, durante il cammino.

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Dopo Acaya, sono arrivato a Vernole.

E dopo Vernole, ho percorso dodici chilometri per arrivare a Martano.

Ho camminato trenta virgola quattro chilometri: ce l'ho fatta.

Ricordo ancora la sensazione di sfinimento, quando mancavano gli ultimi tre chilometri. Non era stanchezza fisica, quanto mentale.

Una volta arrivato a destinazione, però, tutta la stanchezza mi appesantì.

Stanco, ma felice.

A Martano, sono riuscito finalmente a riposarmi. Il Bed and Breakfast era molto carino e l'ospite molto gentile. Quando mi ha lasciato di nuovo solo, mi sono sdraiato, alzando le gambe al soffitto, provando un enorme piacere di sollievo. Poco dopo, mi sono fatto una doccia, ho lavato i vestiti usati e sudati e con grande sollievo sono uscito per cena.

Ho guardato su Google Maps il ristorante più vicino: ero troppo stanco per camminare ancora e ancora. Ho mangiato da solo, ad un orario quasi indecente per me, erano le sette di sera. Dopo cena, mi son concesso un piccolo premio: un Gin Tonic, grazie. E così ho capito che il mio corpo necessitava di dormire immediatamente. Una volta tornato al bed and breakfast, infatti, mi sono addormentato in due minuti. Avevo puntato la sveglia alle sette e mezza, ma in realtà quello era l'orario in cui mi son ritrovato al bar a fare colazione, mangiando il pasticciotto più buono.

Mi metto in marcia.

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Martano.

Carpignano salentino.

Serrano.

Cannole.

E qui sono arrivato a percorrere uno dei tratti più belli ed emozionanti, quello per arrivare a Palmariggi. E questa volta niente paura, perché sapevo di potercela fare.

Sono arrivato a Palmariggi giusto in tempo per mangiare qualcosa nell'unico bar del paese e decido di riprendere subito il cammino.

Palmariggi.

Giurdignano.

E poi, ecco.

Ho raggiunto la cima di alcune colline e l'ho visto.

Il mare.

E all'improvviso mi sono riempito di energie nuove, che nemmeno io sapevo di avere.

La mia meta era là in fondo.

Il mio passo si è allungato, percorrendo chilometri e ancora chilometri.

Aganj Abhanj Alakh Abhakh (Indistruttibile, Impenetrabile, Invisibile, Inalterato)

Ho ricominciato a cantare il mio mantra, questa volta a squarciagola, perché tanto ero solo con me stesso.

Finalmente mi sarei riposato e avrei incontrato delle facce amiche.

Finalmente mi sarei tuffato in mare, dopo aver percorso sessanta chilometri.

Akaal Dy-aal Alaykh Abhaykh (Immortale, Misericordioso, Indescrivibile, Non consumato)

Finalmente sono arrivato in oriente.

E finalmente, Otranto.

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